
MAG
UN WRITER - FILM
SOGGETTO
I writer compiono segni su qualsiasi superficie pubblica
preferendo quelle visibili ma non accessibili. I loro contesti sono
la grande città, giungla di segni, e i sensi unici
imposti da interpretazioni superficiali ma molto diffuse, schiacciasassi
del pensiero e della comunicazione.
Vandalismo
e arte (qualche volta) si intrecciano
La tensione a vivere di Mag, il protagonista, un ragazzo di 15
anni come altri, si esprime attraverso la ricerca di un suo alfabeto
a partire da una sua particolarissima grammatica del vedere.
Il contrastato rapporto col padre Gherardo è
filtrato da uno sguardo che nasconde, nei meccanismi della percezione
visiva, problemi (forse anche fisiologici) che sfociano in alterazioni
della memoria e in una speciale creatività. Di questo ne è
consapevole la mamma Denia, che in una certa misura lo capisce.
Un'energia vitale molto forte è presente nel gruppo dei writers
e tensioni creative così violente possono originare questioni
di vita o di morte.
(
)arte fatta in segreto per la gente (
) per mostrare
quanto buone potrebbero essere le cose.
Non
è un messaggio di buonismo, ma di disperazione mista
ad un'eccitazione che fa emergere il lampo della meta.
Seon, un adulto che però fa parte del gruppo, essendo il veterano
dei writers, un uomo che è anche sempre tenuto d'occhio dalla
polizia per attività illecite legate soprattutto allo spaccio
di droga, diventa punto di origine di un concorso: in cosa
consiste questo concorso, consiste nel dipingere una bomb in un cantirere
di un edificio pubblico, significa violare un domicilio scavalcando
un muro sempre " tempo" con l'adrenalina in corpo.
E'
un concorso perché l'idea nasce proprio da un'altra idea
lanciata per bocca di Darklady, la donna
di Seon, da un media televisivo. Il concorso prevede che tutti abbiano
dei codici e che venga raggiunto il luogo e fatto il lavoro
in un certo tempo. Vincerà quel gruppo che affronterà
la sfida e saprà dare i risultati migliori, ci saranno anche
dei writers arbitri che verificheranno i risultati.
Mag raccoglie questa sfida a tal punto e inaspettatamente anche all'insaputa
dei suoi compagni Gi e Hor e sfida ancora di più Seon,
il suo maestro, che non vuole che il più piccolo partecipi all'azione
e che comunque sia un gruppo e non un singolo a farla. Sembrerebbe che
questi ragazzi reinventino i loro confini in continuazione marchiandosi
e rigiocando i loro marchi, attraverso segni e suoni, globali nel loro
risuonare con quelli dei ragazzi di altre città, anche lontanissime.
L'ispettore Draghi, della polizia
investigativa, riuscirà a smascherare Seon ma non riuscirà
a fermare un congegno ad orologeria già innescato e a fermare
Mag, il figlio di un suo collega poliziotto, nel compiere da solo questa
sfida estrema.
Mag ci andrà da solo aiutato dal fedele Ro, ma inseguito durante
una fuga inciamperà in un filo semiscoperto con corrente elettrica
e questo gli sarà fatale.
Mag
lancia fa lanciare così il suo urlo al padre Gherardo che lo
troverà senza vita, uno
schianto nel silenzio mentre viene spappolato dalla corrente
elettrica.
Gherardo, padre e poliziotto, dopo questa tragedia personale, paradossalmente
entra in sé mettendosi letteralmente nei panni del figlio fino
a sostituirsi a lui, ma solo dopo la tragedia. Il suo viaggio interiore
è fatto di dolori profondissimi perché inascoltati fino
ad allora. Dolore per i colori mal percepiti dal figlio, per le sue
allucinazioni, per ogni passo indietro nella memoria sbriciolata di
se stesso. Solo così Mag potrà essere
accolto, compreso proprio nel suo gesto più forte e di difficile
convivenza, quello con cui imbrattava i muri, colorandoli.
Un poliziotto, uomo sempre a contatto con una realtà difficile
che fatica a capire nel quotidiano sforzo di essere uomo di legge e
ligio ai suoi precetti, entra a comprendere nel profondo la realtà
di questi ragazzi come quella di suo figlio che prima gli passava accanto
come una delle tante realtà difficili del presente.
Gherardo
padre e poliziotto verrà arrestato e portato in carcere
dai suoi stessi colleghi colto in pieno centro città ad imbrattare
un muro.
Stefano Fanzutti
approfondisci graffiti writing>>>
Il Graffiti Writing, spesso erroneamente
definito Graffitismo, è una manifestazione sociale, culturale
e artistica diffusa in tutto il pianeta, basata sull'espressione della
propria creatività tramite interventi sul tessuto urbano. Correlata
ad essa sono gli atti dello scrivere il proprio nome d'arteLA COSIDDETTA
TAG diffondendolo come fosse un logo.
Il fenomeno prende le mosse dalla
pittura murale (murales - disegni su muro), e viene spesso associato
ad atti di vandalismo, poiché numerosi adepti utilizzano come
supporti espressivi mezzi pubblici o edifici di interesse storico e
artistico infrangendo la legge.
Generalmente, il nocciolo di writers più vicini ad un serio lavoro
di ricerca artistica considerano tali attività deprecabili, dimostrando
anche nella scelta del supporto per la pittura una maggiore responsabilità
e consapevolezza.
Resta tuttavia una gran quantità di adolescenti, chiamati nello
slang sucker, poser, scarsi, scrausi, estimatori, rimastini e quant'altro,
che producono solamente trafile di tag, o al massimo throw ups (ovvero
tag più elaborate eseguibili in breve tempo) al fine di promuovere
il loro nome. Nel corso degli anni molti artisti hanno comunque maturato
nuove tendenze creative per cui, pur mantenendo radici nel "Graffiti
Writing", si è riusciti a sconfinare nella tipografia, nel
design, nell'abbigliamento, contaminando il tipico stile degli anni
'80 con ideali più razionali e vicini alla grafica.
Si parla di tendenze artistiche "Post-Graffiti" in particolare
riferendosi alla Street Art, e
di Graffiti Design per le influenze oramai evidenti nelle tecniche pubblicitarie
e nella moda. È possibile affermare che molti Artisti oramai
integrati nel sistema convenzionale del Mercato dell'Arte, traggono
il loro valore da esperienze precedenti spesso formalmente illegali.
Non è una novità osservando i risvolti delle Avanguardie
di primo Novecento, oppure gli happenings degli anni Settanta, tuttavia
movimenti del genere non avevano mai raggiunto una scala globale.
Il confine fra Arte e Vandalismo e tra Fascino e Illegalità contiene
quindi una vasta gamma di sfumature
Graffiti Writing
L'obiettivo di ogni writer è raggiungere una certa fama all'interno
della comunità hip-hop, perciò è di fondamentale
importanza una certa visibilità delle opere, sia essa ottenuta
grazie ad una presenza imponente di firme sul territorio, attraverso
una serie di pezzi tutti identici di semplice struttura (bombing) o
attraverso una più ridotta quantità di evoluzioni calligrafiche
della propria tag. Generalmente il merito sta nel dare notorietà
all'autore non tanto per la sua prolificità quanto per le sue
qualità stilistiche e tecniche, ed è comune trovare tra
ex-writers un certo numero di designers, pubblicitari free-lance o addirittura
progettisti.
La differenza tra atti di vandalismo e il "writing" è
da ricercarsi nelle motivazioni che spingono a dipingere.
L'intero fenomeno del writing arriva con tale impatto allo spettatore
da non poter esser frainteso: basti pensare all'evidenza delle allusioni,
spesso politiche e di protesta sociale, di una sua nuova derivazione
quale può esser lo stencil-graffiti.
Il senso espressivo dei writers più seri dovrebbe comunque esser
evidente a chiunque: dietro alle forme ed all'evoluzione delle lettere
c'è un lungo studio, fatto di bozze preparatorie ed ispirazioni
all'arte classica, come prevede il lavoro in studio di un qualsiasi
artista canonico.
Origini del Graffiti Writing
Sebbene le sue origini si possono far risalire all'abitudine dei soldati
alleati nel corso degli anni quaranta di disegnare lo scarabocchio Kilroy,
il writing nasce a Philadelphia nei tardi anni sessanta e si sviluppa
a New York negli anni settanta fino a raggiungere una prima maturità
stilistica a metà degli anni ottanta.
Nel 1972-75 appaiono i primi "pezzi", rappresentanti inizialmente
una semplice evoluzione delle firme, divenute più grandi, più
spesse e con i primi esempi di riempimento e di contorno (outline).
Iniziarono le prime repressioni e le campagne contro il Writing.
Le carrozze della metro vengono pulite e lavate, si mettono taglie sui
Writer, si recintano i depositi della metro (luoghi preferiti per l'azione)
e si piazzano pattuglie cinofile lungo le recinzioni. Nonostante ciò
tra writers c'era una continua sfida, che portò all'evoluzione
ed al miglioramento qualitativo del fenomeno, che prese ad ampliarsi.
Alcuni writers inventarono nuovi stili (come loop o nuvole) o perfezionarono
quelli già esistenti, aggiungendo sfondi, grazie di provenienza
tipografia, personaggi di cartoni animati (puppets) e forme prese dalla
segnaletica stradale o dalla logotipia. I pezzi si ingrandirono top-to-bottom
wholecar, diventado più elaborati e colorati wild style.
Il Wild Style è lo stile più evoluto e complesso: ha come
fondamento lettere (come del resto tutti i pezzi) combinate, legate,
sviluppate e attaccate tra loro in modo da sembrare delle "macchie"
di colore dove (per i neofiti) è difficile ritrovare le lettere
di partenza.Tutto è partito dal "Graffiti-Writing"
un fenomeno, inizialmente giovanile, caratterizzato da incessanti azioni
di ragazzi e ragazze decisi a imporre i propri pseudonimi all'interno
dei contesti urbani. Con il passare degli anni il Fenomeno è
diventato una Cultura, creando e utilizzando un proprio codice linguistico,
differenziando le opere realizzate in categorie stilistiche e dando
vita ad una fitta rete di connessioni internazionali di appassionati
protagonisti.
hip-op
Sarebbe più esatto comunque associare il fenomeno del writing
alla cultura Hip-Hop, che contiene numerosi altri elementi legati a
forme di espressività a carattere urbano, e comunque nate in
quell'ambiente, quali l'mc-ing, il dj-ing o turntablism, la breakdance.L'
"Aerosol-Art" è stata una delle prime espressioni artistiche
accostate al Graffiti-Writing. Si tratta dell'utilizzo della bomboletta
spray con applicazioni pittoriche aerografiche simili alle produzioni
aerografiche convenzionali. L'Aerosol-Art si configura quindi come una
tecnica pittorica aerografica spesso associata alle produzioni Graffiti-Writing
e non è quindi da ritenersi una cultura.Questo genere di risvolti
è nato comunque dalla commistione delle forme iniziali con certe
correnti europeiste, principalmente coinvolte nel design, forse anche
a causa dei corsi di studii intrapresi da alcuni dei writers più
influenti.
Tag e Crew
La tag è lo pseudonimo di ogni graffitista, il suo alter-ego.
Ciò corrisponde all'espressione americana aka (Also Known As).
La tag viene scelta dal writer stesso, partendo da giochi di parole
sulla propria identità, o semplicemente scegliendo la parola
che più lo aggrada.
segue lo stesso percorso stilistico che intraprende un calligrafo nella
definizione della sua calligrafia, con l'aggiunta di grazie o svolazzi.
Attualmente si è assunta una direzione maggiormente volta alla
logotipia ed alla tipografia.
La crew
Una crew è un gruppo di amici, necessariamente legati dalla cultura
hip-hop, non esclusivamente writers. Sinonimi sono il francesismo "clique",
lo slang salentino "ballotta", l'americano "squad",
l'inglese "connection". Una crew è basata prima di
tutto sulla stima e sul rispetto reciproco che si instaura tra i suoi
componenti, spesso amici di vecchia data. La tag corrisponde quindi
in tutto ad una firma. Evoluzione della tag è il throw
up, disegno stilizzato di facile esecuzione, senza riempimento,
grande più o meno 1,5mt x 1,5mt, spesso ripetuto sei o sette
volte di seguito sulla stessa superficieLa Street ArtNonostante una
maggiore eterogeneità e differenze sostanziali di tecniche in
gioco, la Street-Art ha maturato nel corso degli ultimi anni una connotazione
Culturale propria. Le tecniche utilizzate, oltre allo spray, comprendono
poster, stickers, stencil, installazioni, performance.
C'è stata anche un evoluzione con Il
Post-Graffiti
Trattasi di tendenze stilistiche che affondano le radici nella cultura
del Graffiti-Writing e della Street-Art e che si manifestano in molteplici
discipline, quali Pittura, Scultura, Grafica, Computer grafica, Design,
Illustrazione, Moda, Fotografia, Architettura, Videoarte, Calligrafia.
La differenza fondamentale fra Street-Art\Graffiti-Writing e tendenze
Post-Graffiti si esplicita nei campi di applicazione delle produzioni
dell'Artista. Lo Street-Artist o il Graffiti-Writer crea un'opera che
si colloca in spazi pubblici seguendo un percorso creativo strutturato
e finalizzato spesso alla notorietà, in concorrenza con artisti
che vengono da esperienze comuni e si esprimono con un codice simile
al loro.
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